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Manutenzione del Gruppo Elettrogeno: Batterie

1.      Batterie di avviamento

Perché un paragrafo dedicato solo alle batterie di avviamento?

Semplice, perché se non sono ben mantenute ed in efficienza, il gruppo elettrogeno non partirà!

Nel più fortunato dei casi, il motore diesel è equipaggiato di avviamento ad aria compressa, ma lo lasceremo appunto ai casi specifici, uno degli altri optional speciali che possono essere aggiunti ai motori diesel e che come detto affronteremo in un altro articolo.

Ma dato che sei stato attento già all’inizio di questo articolo, ed avendo per prima cosa eseguito un tentativo di avviamento del motore sai che la batteria è funzionante.

Le batterie di avviamento sul mercato sono ormai di svariato tipo, e si differenziano per marche, modelli, caratteristiche.

Per semplificare la discussione, faccio una sforbiciata a due categorie fondamentali andando a “quelle di tipo ermetico” e “quelle a riempimento” ( più comunemente definite nel gergo degli operatori “batterie senza tappi” o “batterie con i tappi” ).

Le batterie cosiddette di tipo ermetico non danno la possibilità di controllo del livello di liquido elettrolito nei singoli elementi, salvo alcune delle più recenti generazioni che presentano un piccolo foro “spia” sul coperchio superiore che presenterà un cambio di colore in relazione al decadimento del liquido interno.

Puoi dunque avvalerti di tutti i controlli esterni visivi e di quelli elettrici per definire se la batteria è più prossima al suo fine vita o se è ancora in buono stato; per iniziare, dopo avere opportunamente disalimentato il caricabatteria statico nel quadro, devi scollegare i due morsetti ai poli della batteria, e posizionandoti con il tuo tester ne misurerai la tensione di carica a vuoto. In questa condizione di riposo, e non mantenuta dal caricatore, la tensione non dovrà scendere sotto il valore  minimo indicato dal costruttore, ma comunque non sotto i 12V .

batteria_gruppo_elettrogeno

Se ne sei provvisto, puoi utilizzare uno strumento specifico di quelli che eseguono il processo di scarica e carica e che ti stampano un piccolo report con il dato prestazionale.

Ora puoi pulire bene i due poli della batteria e ricollegare i morsetti, prima il positivo e poi il negativo, senza esagerare troppo nell’avvitare il bulloncino di serraggio. Il fissaggio deve essere fatto in modo che il polo sia ben stretto affinché non si possa muovere, ma senza danneggiare il morsetto o lo stesso polo ( soprattutto questi ultimi, sono molto “morbidi” ).

Puoi anche usare uno spray (facilmente reperibile in commercio) che crea una patina protettiva sul polo.

Dopo aver rialimentato il caricabatteria, ora puoi misurare la tensione ai poli, e con una pinza amperometrica misurare l’assorbimento ai fili dello stesso alimentatore per accertarti che rimanga nei limiti previsti e che raggiunta la tensione idonea lavori correttamente riducendo gradualmente la corrente di carica.

Ma ritorniamo alle batterie sopra denominate “con i tappi” ; ne troverai uno in corrispondenza di ogni elemento e provvederai ad aprire non prima di esserti munito di guanti, occhiali e mascherina di protezione. È possibile riportare a livello il liquido elettrolito, aggiungendo dell’acqua distillata, venduta appositamente per il rabbocco delle batterie di avviamento; puoi usare anche uno comodo rabboccatore semiautomatico come questo in figura sotto, che autonomamente si ferma quando il liquido  è a livello.

Se ne sei sprovvisto ed esegui il rabbocco con un piccolo imbuto, allora le due linee laterali sul corpo della batteria che indicano i livelli MIN e MAX del liquido, ti saranno di aiuto.

Una cosa fondamentale che DEVI sapere, è che non devi MAI rabboccare una batteria con dell’acido nuovo, ma ESCLUSIVAMENTE con acqua distillata; altrimenti è alto il rischio che il nuovo acido impatti rapidamente con gli elettrodi carichi generando un’esplosione dello stesso.

Sconsiglio anche il riempimento della batteria nel caso in cui all’apertura dei tappi sia evidente che gli elementi sono completamente asciutti; ciò è indice di cattiva manutenzione precedente, una carica troppo elevata dal caricabatterie o un problema della batteria stessa. Gli elementi asciutti e mantenuti in carica possono essere surriscaldati ed aver creato dei “gas” che a contatto con l’acqua distillata  che andrai ad aggiungere possono scatenare pericolose reazioni.

 

Uganda: Fotovoltaico + Generatore Orefice TF80 + Batteria di accumulo.

Il gruppo elettrogeno Orefice Generators TF80 è in servizio in Uganda nei pressi del Lago Vittoria.

Si tratta di un Generatore inserito con successo in un moderno impianto di generazione in Isola, il cui scopo è quello di supporto al sistema di accumulo collegato ad un parco fotovoltaico di oltre 800 pannelli.

L’impianto è dotato di un "Energy Management System", ovvero un avanzato sistema di gestione energetica tra le varie componenti, e di un “Battery Management System”, cioè un sistema intelligente di gestione delle batterie.  

L’impianto fornisce elettricità ad oltre 500 utenze domestiche e commerciali, consentendo loro un servizio continuo di illuminazione e l’alimentazione di vari dispositivi elettrici sia per usi domestici che per attività commerciali, quali mulini e macchine del ghiaccio, sostenendo e supportando così la fragile economia locale basata quasi esclusivamente sulla pesca. L’utilizzo dell’energia elettrica è gestito tramite un sistema prepagato via cellulare, e monitorato attraverso contatori intelligenti individuali connessi tra loro ed in remoto.

I work with a Company that has already purchased the TF80...it is reassuring to know that Orefice support is very responsive...

Come funziona questo impianto di generazione in Isola e a cosa serve il generatore?

La particolarità di questo impianto è quella di essere inserito in un contesto in cui la rete elettrica non esiste, quindi tutta l’energia prodotta viene consumata dalle utenze oppure accumulata in una batteria di accumulatori al Vanadio.

Il gruppo elettrogeno entra in funzione solo in caso di manutenzioni sulla parte di accumulo e/o di produzione, oppure in caso di una richiesta di potenza eccessiva per l’impianto stesso.

Esistono impianti simili di altre potenze?

In passato abbiamo fornito generatori per applicazioni simili di diverse potenze, a partire da 2kW con generatore 24VDC oppure 48VDC, tutto automatizzato per avviare il generatore automaticamente al calare della carica delle batterie.

Tutte queste applicazioni, indipendentemente dalla potenza, hanno in comune la ricerca della continuità energetica, che è sempre alla base delle nostre soluzioni.