Da kVA a kW La potenza di un gruppo elettrogeno facile come bere una birra.

Chi è alle prese con un generatore ha sicuramente sentito parlare di kW e di kVA, ed ha trovato sicuramente più semplice considerare i kW come unità di misura piuttosto che i kVA.

Conoscere la differenza tra watt (kW) e Va (kVA) è utile per stabilire con maggiore dettaglio il campo di applicazione del gruppo elettrogeno.

 Orefice Generators - All rights reserved

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Lo scorso anno durante una lezione per spiegare ai mie Studenti la differenza tra kVA e kW ho utilizzato un esempio classico ma sicuramente chiaro al mio uditorio, paragonando la potenza elettrica di un gruppo elettrogeno ad un bicchiere di Birra.

Versando della Birra in un bicchiere, si formano due parti separate tra loro, ovvero la schiuma e la stessa Birra. Possiamo paragonare il bicchiere alla potenza massima, la schiuma alla potenza reattiva e la Birra alla potenza attiva.

Il bicchiere è “apparentemente” pieno ma in realtà ciò che ti disseterà sarà la birra e non la schiuma. Per bere la Birra devi necessariamente bere anche la schiuma, che benché non sia particolarmente saporita, contribuisce anche essa a riempire il bicchiere prima e la pancia poi.

Così come la schiuma nella Birra, la potenza reattiva va considerata anche quando non serve, ed è legata al fattore di potenza, che nel caso del’alternatore di un gruppo elettrogeno è 0,8.

Il fattore di potenza è il rapporto fra il modulo del vettore potenza attiva che alimenta un carico elettrico e il modulo del vettore potenza apparente che fluisce nel circuito, e coincide con il coseno dell'angolo di sfasamento compreso tra i vettori di tensione e corrente.

E’ evidente quindi che per conoscere la potenza attiva di un gruppo elettrogeno non dobbiamo fare altro che moltiplicare il valore in kVA per 0,8 e viceversa dividere per 0,8 per passare da kW a kVA.

kW=kVA*0,8

kVA=kW/0,8

Esempio: Un gruppo elettrogeno da 20kVA a quanti kW nominali corrisponde? Moltiplico 20*0,8 e ottengo la potenza attiva in kW ovvero 16kW.

Il termine “apparente” da anche l’idea di qualcosa che “sembra ma non è”.

Se la potenza reattiva è considerata quasi come uno scarto, perché quando si parla di gruppi elettrogeni si considera la potenza apparente?

Questa è una delle domande più comuni che ho sentito, perché in effetti sembra non avere senso prendere in considerazione la potenza apparente quando si va cercando quella attiva.

La risposta è semplice: La potenza apparente  è utile essendo questa legata al valore della corrente  effettivamente presente nel circuito.
Può essere considerata come il valore massimo di potenza attiva che otterremmo annullando lo sfasamento tra tensione e corrente.

Ricordi l’esempio della birra? Puoi immaginare di riuscire a diminuire la quantità di schiuma nel bicchiere e di rabboccare con dell’altra Birra!

I valori di potenza attiva e apparente si avvicinano fino a diventare uguali quando il fattore di potenza tende a 1. Questo accade quando un generatore alimenta un carico di tipo resistivo.

Nei gruppi elettrogeni monofase, con tensione 230V, non c’è sfasamento, quindi considerando un fattore di potenza =1, la potenza attiva sarà la sola potenza utile da considerare.

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