Manutenzione del Gruppo Elettrogeno: Alternatore


ATTENZIONE: Le seguenti informazioni sono riservate esclusivamente a personale tecnico qualificato e che ha svolto una formazione specifica su tutti i rischi riconducibili al gruppo elettrogeno ed al rischio di folgorazione.

Leggere attentamente i manuali forniti dal costruttore.


 L’alternatore…questo essere sconosciuto.

Tanto è l’elemento chiave del gruppo elettrogeno, tanto è trascurato.

Si è portati a pensare che sia il motore l’elemento di fatica, e che invece l’alternatore non sia altro che due avvolgimenti messi in rotazione, i quali generano elettricità.

Ma è  grazie alla macchina elettrica che il generatore viene definito tale, perché è proprio lei che…genera!

“I controlli meccanici “ :

Spesso capita che il nostro staff si preoccupa di rimuovere le griglie di protezioni della ventola o dello scudo posteriore per i controlli di routine, e mi sento dire dal Cliente che mai ha visto prima smontare quelle parti.

Da qui è possibile accedere al giunto\dischi\gommini o quanto altro tiene l’accoppiamento tra il motore e l’alternatore; solo così si può verificare visivamente l’integrità dei serraggio dei dischi.

La ventilazione dell’alternatore è per aria forzata, che viene aspirata posteriormente e dopo aver attraversato gli avvolgimenti viene spinta fuori dalla ventola; perciò solamente rimuovendola la potrai pulire internamente e liberare le vie d’aria scongiurando sovratemperature.

Accedendo dallo scudo posteriore puoi misurare l’intraferro ( distanza tra il rotore e lo statore )utilizzando un apposito spessimetro e confrontando i valori con i dati del costruttore; una diminuzione o aumento dell’intraferro può facilmente segnalare un movimento anomalo del cuscinetto.

L’ingrassaggio del cuscinetto deve essere eseguito secondo le cadenze annuali o ore lavorate indicate sulla targhetta identificativa dell’alternatore stesso; se presti attenzione la targa riporta anche il tipo di grasso da utilizzare.

 

alternatore.jpg

“i controlli elettrici “:

Potrebbe rientrare nei “controlli meccanici” ma avendo a che fare con i cavi di potenza possiamo ricordarcelo anche ora: mi riferisco alla verifica dei cavi di potenza posti all’interno della cassa superiore; una sezione dedicata del manuale d’uso ti indica la coppia di serraggio dei cavi ai morsetti di potenza.

L’occasione è buona anche per verificare se ci sono segni di ruggine o ossidazione ai capicorda o se sono presenti incrinature degli isolatori.

Finito con i cavi di potenza, puoi controllare tutti i fili degli ausiliari che vanno alla morsettiera, cercando di essere delicato con quest’ultimi soprattutto se operi in un alternatore un po’ datato, è facile che si rompano a causa della plastica deteriorata.

Prima di richiudere tutto avrai anche dato un occhiata agli avvolgimenti, usando una lampada ben luminosa, così puoi sincerarti che non ci siano grossolani allentamenti o sporcizia ( tratterò più avanti in questo articolo l’argomento “pulizia” ).

Le “misure”:

Per evitare danni alle utenze del Cliente, è assolutamente necessario misurare la tensione e la frequenza con uno strumento, periodicamente tarato e certificato. (Tarato e certificato in conformità con un sistema di qualità).

Devi verificare che la tensione a vuoto sia nei valori di soglia come da targa del generatore ( 400, 380, 230V etc) e che non si discosti dai limiti previsti; confronta poi i valori con quelli della manutenzione precedente, per verificare se ci sono state variazioni che ti possano anticipare un problema di rendimento dell’alternatore o un problema del regolatore di tensione.

Ora puoi richiudere la cassa di potenza dell’alternatore, stringere bene i bulloni del coperchio e sincerarti che ci siano ancora gli adesivi col simbolo per la segnalazione di pericolo elettrico, altrimenti sarà tua premura procurarne di nuovi.

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