I Generatori Stabilizzati esistono davvero?

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Cosa ti fa venire in mente la parola “Stabilizzato”?

Sicuramente la solidità di un ponte, oppure la stabilità intesa come la costanza di una relazione, o ancora la stabilità di una nave che naviga tra le onde.

Parlando di Gruppi Elettrogeni Il concetto di "Stabilizzato" è legato esclusivamente alla capacità del generatore di mantenere stabili i valori che lo caratterizzano.

La domande più comuni che fanno i nostri clienti sono:

Posso collegare il Personal Computer  al gruppo elettrogeno?

Posso alimentare il mio impianto audio ad un gruppo elettrogeno?

Addirittura: Come posso alimentare un Osservatorio Astronomico di ultima generazione?

Se stai leggendo questo articolo probabilmente non hai a disposizione un oscilloscopio, devi dare una festa in spiaggia e ti interessa sapere se puoi collegare il tuo impianto da 20.000 euro al gruppo elettrogeno da 299,00 Euro che ti presterà tuo Cugino.

Tralasciamo volutamente aspetti tecnici su quanto sia importante la forma d’onda ed altri fattori importanti dato che affrontarli non risponderà alla nostra domanda, piuttosto concentriamoci sul senso pratico della faccenda.

Prima di parlare di stabilità, è necessario fare una premessa riguardo al carico che andremo ad alimentare. Per carico si intende l’utilizzatore, cioè quello che colleghiamo al gruppo elettrogeno.

Ogni carico ha delle caratteristiche che lo contraddistinguono e che meritano di essere analizzate prima di ogni applicazione. In questo articolo, non parliamo di fattore di potenza, formad’onda, load-step, etc etc, semplicemente perche sono argomenti che meritano di essere trattati separatamente. Tuttavia teniamo presente che maggiori sono le variazioni di carico tanto maggiori saranno i nostri problemi di stabiltà.

I gruppi elettrogeni stabilizzati esistono?

La risposta è No. Non esiste una classificazione ufficiale per distinguere un gruppo elettrogeno in stabilizzato e non stabilizzato, esistono classi di performance ma non una distinzione tra stabile e instabile, tuttavia tale termine è comunemente utilizzato per identificare gruppi elettrogeni che mantengono valori nominali stabili ed altri che invece non riescono in questo.

Inverter ? Si ma non sempre...

generatori inverter

I più stabili per eccellenza sono i gruppi elettrogeni con tecnologia Inverter.  Il gruppo elettrogeno con tecnologia inverter ha un motore termico che non è direttamente accoppiato ad un alternatore.

Sul gruppo elettrogeno Inverter ci sono delle precisazioni da fare:

·         Non è detto che un gruppo elettrogeno Inverter sia idoneo per l’alimentazione di apparecchiature elettroniche. Spesso infatti i costruttori non forniscono informazioni chiare sulla forma d’onda e sulla sua qualità. Quindi fai attenzione prima di allestire il tuo set fotografico ed alimentare le tue preziose apparecchiature con un generatore inverter senza prima avere accertato la sua idoneità.

·         I gruppi elettrogeni Inverter trovano comunemente applicazione per potenze fino a 6kW. (solitamente).

Quest’ultimo punto, legato alla potenza esigua che un generatore con tecnologia inverter in grado di fornire, mette un limite al campo di applicazione e ci porta a riconsiderare soluzioni che permettano di avere gruppi elettrogeni definiti stabili.

Viene da chiedersi, “Stabili rispetto a chi o a cosa?”. Stabili rispetto ai parametri stabiliti dal costruttore e sopratutto rispetto alle caratteristiche dell’utenza che andremo ad alimentare, solitamente legate alla regione del mondo in cui ci troviamo. (tensioni e frequenze non sono uguali in tutto il mondo).

Tensione e Frequenza.

Una tensione sarà considerata stabile quando su un impianto monofase ha un valore di 230V, e in trifase 400V. Possiamo considerareuna frequenza stabile quando ferma su 50Hz. (vale la precisazione fatta prima sulla regione del mondo in cui ci troviamo).

Il gruppo elettrogeno può disporre di almeno due elementi utili a stabilizzare i valori di tensione e frequenza.

·         L’AVR

·         Il regolatore di velocità elettronico.

Il AVR, è il regolatore di tensione automatico. Si tratta di un dispositivo elettronico montato sull’alternatore il cui scopo principale è quello di gestire l’eccitazione e di regolare automaticamente tensione e frequenza in funzione del carico. Il regolatore di tensione è molto importante perché ha una risposta più precisa rispetto ai vecchi sistemi elettromeccanici  e previene problemi comeil pendolamento.

Il regolatore di giri elettronico è un dispositivo elettronico montato sul motore termico, che regola la velocità del motore in funzione del carico. Questo dispositivo influisce decisamente sul valore di tensione e frequenza del gruppo elettrogeno, essendo la frequenza legata al numero di giri del motore. (1500 giri/min = 50Hz).

Ora vi starete chiedendo, ma se un gruppo elettrogeno ha una velocità di rotazione fissata a 1500 giri al minuto, che senso ha avere un regolatore di velocità?

Anche in questo caso non vogliamo entrare troppo nel tecnico dell’argomento che affronteremo in futuro, ma preferiamo rispondere con qualcosa nel modo più semplice possibile.  

La velocità di rotazione del motore per un gruppo elettrogeno a 50Hz è di 1500rpm, questa velocità deve essere mantenuta costante anche quando il generatore va sotto carico, poiché l’alternatore esercita una coppia resistente all’albero del motore in base alla potenza attiva, conseguentemente il regolatore di giri deve agire sulla portata del carburante per mantenere costante il numero di giri.

La differenza di stabilità che può dare un motore dotato di regolatore elettronico rispetto ad un motore dotato di regolatore di giri meccanico è la risposta alle variazioni di carico. Il regolatore di giri elettronico fornisce una risposta rapida e precisa che non può essere paragonata a quella di un regolatore meccanico, e ad una risposta rapida corrisponde una piccola variazione di frequenza e tensione.

La regolazione elettronica dei giri del motore.

Per praticità possiamo distinguere i due tipi di regolazione in questo modo:

Il regolatore di giri meccanico tende ad assecondare la richiesta di carico richiesto dall’utenza, forse soffre, perde il numero di giri e poi li riprende incurante dei valori che cambiano repentinamente.

Il regolatore di giri elettronico da la priorità ai valori che il gruppo elettrogeno deve rispettare, inseguendoli indipendentemente dalcarico che varia, perchè piuttosto perde il carico ma non si discosta dai valori di riferimento considerati stabili.

Vuoi sapere a  quali rischi andiamo  incontro se alimentiamo un carico sensibile con un gruppo elettrogeno sprovvisto di AVR e di regolatore di giri elettronico?                         Ma soprattutto vuoi capire nel dettaglio come dimensionare correttamente un gruppo elettrogeno tenendo in considerazione la classe di regolazione secondo standard ISO. 

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